RAPPORTI COMMERCIALI ITALIA-ECUADOR

 

Informazione per gli imprenditori italiani operanti sui mercati esteri.

 

Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di Pubblici Ufficiali stranieri nelle transazioni economiche internazionali

(firmata a Parigi il 17 dicembre 1997 ed in vigore in Italia dal  15 dicembre 2000)


 

Già dal 25 ottobre 2000 é in vigore in Italia il nuovo Art. 322-bis del Codice Penale (introdotto dalla  Legge  di ratifica ed esecuzione della predetta Convenzione, n. 300 del 29.9.2000) che punisce, al pari della corruzione dei pubblici ufficiali italiani, la corruzione “delle persone che esercitano funzioni o attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio in Stati esteri o organizzazioni pubbliche internazionali, qualora il fatto sia commesso per procurare a sé o ad altri un indebito vantaggio in operazioni economiche internazionali”.

Dal 4 luglio 2001 é in vigore il Decreto legislativo n. 231 dell’8.6.2001, che disciplina la responsabilità amministrativa delle società per i reati di corruzione sia interna che all’estero.

 

In base alla Convenzione OCSE, ciascuno Stato membro ha l’obbligo di procedere all’estradizione o all’azione penale nei confronti dei funzionari che si presumono colpevoli di corruzione.  Secondo la Convenzione, i funzionari sono perseguibili sia in caso di corruzione passiva che attiva, e sono sanzionabili, nei casi gravi, con pene privative della libertà. 

La Convenzione prevede anche la responsabilità penale dei dirigenti delle imprese, nei confronti dei quali “ciascuno Stato membro prende le misure necessarie per consentire che possano rispondere penalmente per gli atti di corruzione (...)”.

Per quanto riguarda le pene privative della libertà, la normativa italiana di adeguamento alla Convenzione OCSE prevede l’applicabilità degli articoli 317-322-bis del codice penale:

 

 

- in caso di concussione, da quattro a dodici anni di reclusione (art. 317)

- in caso di corruzione per atto d’ufficio, da sei messi a tre anni di reclusione (art. 318)

- in caso di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, da due a cinque anni di reclusione (art. 319)

- in caso di corruzione in atti giudiziari, da tre a otto anni di reclusione (art. 319-ter)

 

 

Le sanzioni pecuniarie, invece, ammontano ad un massimo di seicento quote in caso di corruzione, e di ottocento quote in caso di concussione.

 

Va sottolineato che la penalizzazione della corruzione dei funzionari stranieri nell’ambito di operazioni del commercio internazionale é un orientamento che si é ormai imposto a livello internazionale.  Tale impegno é pienamente condiviso dall’Italia insieme a tutti gli altri paesi industrializzati, oltre che essere attivamente sostenuto dalle più importanti istituzioni multilaterali (Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale ecc.).  Si vuole con questo   reagire a pratiche diffuse in certi ambiti che distolgono risorse importanti destinate ad aiutare i Paesi in via di sviluppo   nella loro crescita economica e sociale, e che sono distorsive della concorrenza internazionale tra le imprese esportatrici sui mercati mondiali.

 

Anche il mondo degli affari condivide questo giudizio ed ha sostenuto la conclusione della Convenzione OCSE tramite il suo organismo più autorevole e rappresentativo, La Camera di Commercio Internazionale (ICC) di Parigi.

 

Maggiori informazioni si possono trovare sul sito www.oecd.org indicando “Corruption anti-Bribery Convention”.

 

 

 

INTERSCAMBIO ITALIA-ECUADOR

(MILIONI DI EURO)

 

ANNO

2000

2001

2002

Genn/nov 2002

Genn/nov 2003

Variazione % genn/nov 2002-2003

Importazioni italiane

197.9

224.6

290.4

270.3

238.1

-11.9

Esportazioni italiane

73.7

127.1

147.1

134.9

87.2

-35.3

Saldo

124.2

97.5

143.3

-135.4

-150.9

 

 

 

I principali importazioni italiane sono: prodotti dell’agricoltura, della silvicultura e pesca, prodotti alimentari, bevande e tabacco, articoli d’abbigliamento, prodotti tessili e "tagua" (avorio vegetale).

I principali prodotti esportati dall'Italia in Ecuador sono: macchinari per l'industria tessile, per quella del legno e della plastica, macchinari e apparecchi elettrici e di precisione, prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (compresi prodotti farmaucetici), metallo e prodotti derivati, autoveicoli.

Le cause della contrazione osservata nelle relazioni commerciali tra l’Italia e l’Ecuador potrebbero essere attribuite al fenomeno della dolarizzazione che, benché sotto alcuni aspetti ha prodotto benefici effetti sull’economia ecuadoriana, ancora grava su alcuni comparti merceologici ostacolando un vero rilancio dell’attività commerciale del Paese. Nel periodo considerato, inoltre, l’apprezzamento dell’Euro nei confronti del dollaro ha inciso sensibilmente sulle importazione dell’Ecuador provocando una contrazione delle importazione in provenienza anche dagli altri partner commerciali. Persistendo il fenomeno si ha motivo di credere che anche nel futuro prossimo il vantaggio della moneta europea su quella nordamericana possa incidere negativamente sulla repressa della domanda ecuadoriana di merci e prodotti proveniente dal nostro paese oltre che dall’Europa in generale.

Gli investimenti italiani in Ecuador che, secondo dati del “Banco Central del Ecuador”, avevano rappresentato nel 2002 l’8,6% del totale degli investimenti stranieri in Ecuador, con 109,1milioni di dollari, ponendo il nostro paese al terzo posto nella classifica generale, hanno rappresentato alla fine del terzo trimestre del 2003 solo il 3% del totale con 40,4milioni$.

Sono presenti in Ecuador le seguenti imprese italiane: ABB Process Solutions & Services SpA, AGIP GAS Ecuador e AGIP OIL Ecuador, Ansaldo Energia, Ferrero Ecuador, Parmalat Ecuador e Generali Ecuador, alle quali si aggiungerà il consorzio guidato dalla SEA che ha vinto il concorso per la gestione dell’aeroporto di Guayaquil.Numerosa e’, inoltre, la presenza di piccole e medie imprese italiane appartenenti a nostri connazionali o rappresentati da operatori locali, soprattutto nel settore turistico, della ristorazione e della coltivazione di fiori.

Con riferimento alla SACE, la copertura assicurativa dell'Ecuador è attualmente sospesa.

Il totale dei crediti (intergovernativi e commerciali) vantati dall'Italia nei confronti dell'Ecuador ammonta a circa 340 milioni di USD . Una parte del debito intergovernativo ecuadoriano e' oggetto di negoziati per la firma di un accordo di conversione in programmi sociali e di sviluppo. Nel contesto del cosiddetto "Club di Parigi", l'Italia occupa il primo posto tra i Paesi creditori dell'Ecuador essendo detentrice del 38% del totale del debito con il Club (che ammonta a circa 880 milioni di USD).

Tra Italia ed Ecuador sono in corso negoziati per la firma di un Accordo Bilaterale per la Promozione e Protezione degli Investimenti.


 

: Torna alla Pagina Principale :