La Cooperazione nel settore scientifico e della ricerca.
La cooperazione scientifica e nel campo della ricerca costituiscono un settore con forti potenzialità, specie nella oceanografia, medicina e biotecnologie. Oltre alle citate iniziative nel settore dell'ambiente e della tutela della biodiversità (progetti RAMOGE E PELAGOS), si segnala la cooperazione scientifica settori nelle scienze della vita e biotecnologie, sviluppata tra le Istituzioni ed Enti di ricerca italiani e i centri di eccellenza del Principato, come il Centro Cardio Toracico, il Centro Ospedaliero Principessa Grace (CHPG), l'Istituto Monegasco di medicina dello Sport (IM2S). Va ricordato che, nel 2007 si tenne un incontro seminariale sulle biotecnologie e scienza della vita, con il supporto dell'Addetto Scientifico a Parigi. La manifestazione ha stimolato il forte interesse di concretizzare in progetti le possibili cooperazioni tra i Paesi partecipanti, in particolare: nel campo della cardio-chirurgia tra Polo Multimedica di Milano e il Centro Cardio-Thoracique de Monaco; nel campo dei biomateriali, tra il Distretto italiano ad alta tecnologia IMAST, l'Università di Lyon e l'Istituto di Medicina Sportiva del Principato di Monaco, con la partecipazione del Dipartimento di neurochirurgia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi-Firenze. Da parte italiana sono stati proposti alcuni ambiti per sviluppare ulteriormente la collaborazione: - per le aree di Scienze della Vita e Biotecnologie, Ambiente e Cambiamenti Climatici, Scienze Marine, sono stati individuati alcuni centri di ricerca e Istituti universitari italiani ai quali poter fare riferimento per una possibile cooperazione scientifica con il Principato di Monaco. In particolare, per il settore cardio-toracico, oltre alle Scuole di specializzazione in Cardiologia presenti presso tutte le Università, si segnala il Dipartimento cardio-toracico dell'Università di Pisa. Sempre con le Università verrà avviata una collaborazione nel campo della Medicina per lo Sport ed un secondo ambito di interesse riguardo le specifiche attività svolte nell'ambito dei Distretti Tecnologici, degli Istituti del CNR e del Centro Euromediterraneo. In particolare: Liguria; il Distretto tecnologico "Sistemi Intelligenti Integrati" opera in differenti aree tematiche, tra cui Energia e salute; Sardegna: Biomedicina e Tecnologie per la salute; Lazio: è stato recentemente avviato il Distretto Tecnologico delle Bioscienze. Altri progetti sono: la creazione di un Centro di eccellenza nel settore della biologia marina; la creazione di un vero e proprio Tecnopolo del mare, in un' area strategica ubicata tra Castelromano e il Polo Tiburtino; - Puo' segnalarsi inoltre il progetto sulla Biodiversità marina del Mediterraneo che vede coinvolte l'Università di Nizza e l'Istituto di chimica biomolecolare del CNR di Napoli. Il progetto è coordinato dall'equipe "Produits naturels Marins" del Dr. Philippe AMADE, del laboratorio di chimica delle Molecole bioattive e des Aromes dell'Università di Nizza Sophia Antipolis. L'Istituto di Scienze marine (ISMAR) del CNR, presente in varie regioni di Italia con le sue diverse sezioni, si occupa dello studio dei meccanismi che regolano i cicli bio-geochimici associati alla circolazione ed alla biologia di mari ed oceani e in particolare svolge indagini sull'origine dei mari italiani (nell'ambito della geologia del Mediterraneo) e dei bacini oceanici, lo studio della biologia delle specie ittiche, dell'ecologia marina, delle interazioni tra ambiente e pesca, e del miglioramento delle pratiche di maricoltura e acquacoltura. - Infine, il progetto infrastrutturale Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici è stato istituito nell'ambito del Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR), previsto dal Piano Nazionale della Ricerca. Il Centro, che ha sede a Lecce, è una struttura di ricerca scientifica che si prefigge di approfondire le conoscenze nel campo della variabilità climatica, le sue cause, le sue conseguenze e svolge una missione di informazione verso i cittadini, gli enti, le istituzioni, le amministrazioni. Il Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici si basa su una rete di relazioni con molti istituti di eccellenza mondiale: l'Hadley Centre inglese, il Potsdam Institut tedesco, la Princeton University, Harvard, il Centro nazionale per l'atmosfera degli Stati Uniti d'America, l'NCR, il massimo istituto di ricerca giapponese e via elencando. Un primo risultato della creazione del centro riguarda l'approvazione del progetto europeo integrato "Circe", che prevede un finanziamento di 10 milioni di euro per definire l'impatto dei cambiamenti climatici nell'area mediterranea.