I principali indicatori economici hanno confermato, anche per il 2006, la prosecuzione del processo di ripresa dell’economia argentina iniziato nel 2003. L’andamento del PIL nell’ultimo triennio rispecchia una crescita economica costante: dopo l’incremento dell’8,8% nel 2003 e del 9% nel 2004, del 9,1% nel 2005,il 2006 ha fatto registrare un aumento dell’8,7%. Il buon andamento dell’economia è stato favorito da una combinazione di fattori positivi, tra cui: la svalutazione del peso (il tasso di cambio viene mantenuto intorno ai 3 pesos per dollaro), che ha reso particolarmente competitiva la produzione nazionale; la favorevole congiuntura dei mercati internazionali delle esportazioni di talune materie prime (soprattutto petrolio e soia).
La competitivitá acquisita sui mercati internazionali si è confermata nel 2006 con il nuovo record storico per le esportazioni argentine, che hanno superato i 46 miliardi di dollari registrando un incremento del 16% rispetto al 2005. La crescita del PIL registrata nell’ultimo triennio è stata alimentata fondamentalmente attraverso l’impiego di risorse rimaste oziose dopo il crollo di consumi ed investimenti nel 2002 ed ha beneficiato della ripresa della domanda interna. In tale contesto, nel 2006 l’inflazione ha raggiunto il 9,8% e la disoccupazione, che nel 2002 aveva toccato il valore record del 21,5%, nel 2006 è scesa all’ 8,7%.
La crescita economica argentina nel 2006 è stata sostenuta da investimenti per oltre 47 miliardi di dollari, con un aumento del 18,7% rispetto al 2005. Se si confronta tale dato con il livello degli investimenti sperimentato nel 2002, primo anno post-crisi, l’incremento raggiunge la cifra esponenziale di piú del 390%. Anche in relazione al PIL, gli investimenti nel 2006 risultano in crescita (21,4%/PIL), superando il 19,6%/PIL registrato nel 2005 ed il valore medio del periodo 1993-2001 (19,4%/PIL). Secondo gli specialisti locali per rendere sostenibile l’attuale ritmo di crescita dell’economia anche nel futuro sarebbe necessario un aumento del tasso d’investimenti compreso tra i 2 e i 4 punti percentuali in relazione al PIL.
Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (IDE), essi si attestano a livelli ancora inferiori rispetto a quelli pre-crisi. Nel 2006, l’Argentina è stata destinataria di IDE pari a 4,8 miliardi di dollari (-3,4% de rispetto al 2005). Si tratta di una cifra assai lontana dal livello record del 1999 (24 miliardi di dollari, frutto peró in gran parte della privatizzazione della societá petrolifera YPF) e che rappresenta poco piu del 5% del totale degli IDE ricevuti dall’America Latina (Cile e Brasile ricevono ripsettivamente il 29% e il 25% del totale degli IDE in America Latina).
Per ulteriori approfondimenti, si veda il “Rapporto congiunto sull’Argentina ICE – MAE”, pubblicazione a cura dell’Ambasciata d’Italia e dell’ufficio ICE di Buenos Aires, aggiornata semestralmente. Per quanto riguarda il quadro normativo: “Avviare un’attivitá imprenditoriale in Argentina”. Si ricorda inoltre che l’Italia ha firmato la Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali , recepita dall’ordinamento italiano con la legge di ratifica nº300 del 29 settembre 2000 ed il decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300”.