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STRUTTURA ISTITUZIONALE E POPOLAZIONE

Dati di base

Superficie:
93.030 km²
Capitale: Budapest
Principali altre città: Debrecen, Miskolc, Szeged, Pécs, Győr
Nome Ufficiale: Ungheria
Forma di Governo: Repubblica
Capo dello Stato: János Áder
Capo del Governo: Viktor Orbán
Ministro degli Esteri: János Martonyi
Sistema Legislativo: Parlamento unicamerale. Le ultime elezioni parlamentari si sono tenute l'11 ed il 25 aprile 2010.
Suffragio: Universale, dal compimento del 18mo anno di età
Unità monetaria: Fiorino (1 euro pari a circa 270 fiorini)


Popolazione ed indicatori sociali

Popolazione: 10.033 milioni (censimento del novembre 2008)
PIL pro capite: 2 milioni 823 mila HUF (2011)
Inflazione: 3,9% (2011)
Tasso di disoccupazione: 11% (2011)
Gruppi etnici: Ungheresi, Croati, Tedeschi, Rom, Romeni, Sloveni, Slovacchi, Serbi
Religioni: Cattolica, Protestante, Ortodossa, Ebrea
Lingua ufficiale: Ungherese (lingua madre del 98.5% della popolazione)
Partiti Politici principali:
  • FIDESZ (MAGYAR POLGÁRI SZÖVETSÉG – Unione Civica Ungherese);
  • KDNP (KERESZTÉNYDEMOKRATA NÉPPÁRT – Partito Popolare dei Cristiano Democratici).
  • MSZP (MAGYAR SZOCIALISTA PÁRT – Partito Socialista Ungherese);
  • JOBBIK (Movimento per un'Ungheria migliore);
  • LMP (La Politica Può Essere Diversa)



POLITICA INTERNA

Le elezioni parlamentari dell’11 aprile 2010 hanno segnato una netta vittoria del partito dei Giovani Democratici e di Alleanza Civile (Fidesz), guidato da Viktor Orbán, già primo ministro nella legislatura 1998-2002; il secondo turno elettorale del 25 aprile 2010 ha confermato e rafforzato la posizione della Fidesz, che si è presentata in coalizione elettorale con il Partito Popolare Democratico Cristiano, KDNP; la coalizione ha conquistato il 68,14% dei seggi, assicurandosi così la maggioranza dei 2/3 in Parlamento, con la possibilità di effettuare riforme di ampio respiro, comprese eventuali modifiche alla legge costituzionale. I punti salienti del programma di governo del nuovo partito di maggioranza sono i seguenti: lotta alla corruzione e alla criminalità, incentivi alle imprese ungheresi per la creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione della pressione fiscale, ripristino di alcuni provvedimenti sociali (es. sussidio di maternità), riduzione dell’apparato burocratico statale. Il Partito Socialista Ungherese (MSZP) ha subito un notevole tracollo elettorale, passando dalla maggioranza relativa (49%) dei seggi elettorali ottenuta nelle precedenti elezioni del 2006, al 15,28% dei seggi nell’attuale Parlamento. La sconfitta, oltre al malcontento diffuso a causa della crisi economica, è stata motivata anche da gravi episodi di corruzione venuti alla luce nei mesi precedenti le elezioni. Gli scandali hanno praticamente polverizzato anche l’Alleanza dei Liberi Democratici (SDSZ), già peraltro minata da una profonda crisi interna; alle elezioni del 2010 l’SZDSZ non è riuscita neppure a presentare liste proprie, ma solo ad inserire alcuni suoi candidati nelle liste del Forum Democratico Ungherese (MDF); anche quest’ultimo, tuttavia, ha registrato una pesantissima sconfitta elettorale, raccogliendo appena il 2% dei consensi e non ottenendo quindi alcun seggio in Parlamento. I due partiti più importanti degli anni della svolta politica del 1989-90, MDF e SZDSZ, sono quindi usciti dallo scenario parlamentare ungherese e, allo stato attuale, sembra poco probabile che riusciranno a riconquistare un ruolo determinante nella vita politica ungherese. Hanno fatto ingresso nel nuovo Parlamento due nuove formazioni politiche: la prima è il “Movimento per un’Ungheria migliore” (Jobbik), collocato su posizioni di estrema destra e già affermatosi alle elezioni per il Parlamento Europeo del 2007; la seconda è un partito di recente formazione, di ispirazione ambientalista, che – già dal nome (“La politica può essere diversa”, LMP) – ha inteso raccogliere l’insoddisfazione dell’elettorato nei confronti dell’assetto politico tradizionale e l’auspicio di un cambiamento nella gestione della cosa pubblica. Entrambi i partiti hanno raccolto molti consensi tra i giovani, con una differenza marcata, tuttavia, tra l’elettorato Jobbik, prevalentemente concentrato nelle zone di provincia e rurali, dove si sono fatte maggiormente sentire le conseguenze della crisi economica e della disgregazione sociale (problema dei rom), e l’elettorato LMP, concentrato in modo pressoché esclusivo in Budapest, dove ha raccolto anche i consensi di buona parte dei liberali delusi.


COMPOSIZIONE DEL PARLAMENTO

Il Parlamento è unicamerale, svolge le funzioni legislative e si compone di 386 deputati. Ogni 4 anni si svolgono elezioni legislative convocate dal Presidente della Repubblica per i mesi di Aprile o Maggio ed organizzate secondo un sistema elettorale misto. 176 deputati sono eletti a rappresentanza delle corrispondenti circoscrizioni elettorali, con sistema maggioritario a doppio turno: risulta eletto al primo turno il candidato che ottiene il 50% più uno dei voti espressi; se nessun candidato raggiunge il quorum, accedono al secondo turno i candidati che hanno superato la soglia del 15% delle preferenze e risulta eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti con un quorum del 25% degli aventi diritto. I restanti 210 deputati sono eletti con sistema proporzionale dalle liste di partito compilate su base regionale e dalla lista nazionale unica dei partiti, grazie al computo dei resti.

Presidente del Parlamento: Dr. László Kövér (Fidesz)
Vice Presidente del Parlamento: Sándor Lezsák (Fidesz), István Jakab (Fidesz), Dr. István Ujhelyi (MSZP),  Zoltán Balczó (Jobbik), Dr. János Latorcai (KDNP)
Risultati delle seste elezioni democratiche.

Le attuali forze sono così ripartite:
  • FIDESZ: 227 seggi
  • KDNP: 36 seggi
  • MSZP:  59 seggi
  • JOBBIK: 47 seggi
  • LMP: 16 seggi


COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

L’Ungheria è una Repubblica costituzionale a governo parlamentare, democratico e pluralista. Il Governo esercita il potere esecutivo, sotto la guida del Primo Ministro, ed ha funzioni di controllo della Pubblica Amministrazione. L’attuale Governo ha giurato il 29 maggio 2010.
Il Primo Ministro è eletto dal Parlamento dietro proposta del Presidente della Repubblica. I Ministri ed i Segretari di Stato sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Primo Ministro.
Esiste l'istituto della sfiducia costruttiva, grazie al quale il Parlamento può sfiduciare il Capo di Governo, dando la fiducia ad un nuovo Primo Ministro. E stato per la prima volta applicato nel 2004 quando il Parlamento sfiduciò l'allora Primo Ministro Medgyessy ed elesse al suo posto Ferenc Gyurcsàny.

  • PRIMO MINISTRO: Viktor Orbán, Fidesz
  • MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI: János Martonyi, Fidesz
  • MINISTRO DELLA GIUSTIZIA E DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI E VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO: Tibor Navracsics, Fidesz
  • VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO (con competenze per la politica della nazionalitá e delle chiese): Zsolt Semjén, KDNP
  • MINISTRO DELLO SVILUPPO DELLE AREE RURALI: Sándor Fazekas, Fidesz
  • MINISTRO DELLO SVILUPPO NAZIONALE: Zsuzsanna Serényi in Lászlóné Németh, indipendente
  • MINISTRO DELLA DIFESA: Csaba Hende, Fidesz
  • MINISTRO DELL'ECONOMIA NAZIONALE: György Matolcsy, Fidesz
  • MINISTRO DELL'INTERNO: Sándor Pintér, indipendente
  • MINISTRO DELLE RISORSE UMANE: Zoltán Balog, Fidesz


Curriculum Vitae:

CAPO DELLO STATO:

János Áder -
Presidente dello Stato dal 10.5.2012
È nato nel 1959 a Csorna (Ungheria occidentale, regione di Győr). È coniugato con Anita Herczegh, di professione giudice (figlia di Géza Herczegh, ex-giudice della Corte Costituzionale e della Corte Internazionale dell’Aia). Ha 4 figli. Si è laureato in giurisprudenza nel 1983 all’Università ELTE di Budapest. Ha lavorato prima come dipendente del Comune di Budapest (VI distretto), poi come ricercatore dell’Istituto di Sociologia dell’Accademia Ungherese delle Scienze fino al 1990. È stato tra i fondatori del partito Fidesz nel 1988; nel partito ha ricoperto diversi incarichi fino a quello di vicepresidente (dal 1999 al 2003). È stato eletto al Parlamento come deputato Fidesz ininterrottamente dal 1990 al 2009; per tre volte ha conseguito il mandato nel collegio uninominale. Dal 1998 al 2002 è stato presidente del Parlamento e dal 2002 al 2006 capogruppo Fidesz. Nel 2009 è stato eletto al Parlamento europeo, in cui ricopre il ruolo di vicepresidente della Commissione per la Protezione dell’Ambiente e per la Sicurezza alimentare.

CAPO DEL GOVERNO:

Viktor Orbán - Presidente del Consiglio dei Ministri dal 29.5.2010
Nato a Székesfehérvár nel 1963, coniugato, 5 figli.
Laureato in giurisprudenza nel 1987.
Ha preso parte alle trattative dell’opposizione al regime nel 1989.
Il 16 giugno 1989, in occasione dei solenni funerali di Imre Nagy (Primo Ministro martire del ’56), tiene un discorso sulla Piazza degli Eroi di Budapest, chiedendo l’uscita definitiva delle truppe sovietiche dall’Ungheria e l’indizione di libere elezioni. Fondatore e presidente dell’Associazione dei Giovani Democratici (Fiatal Demokraták Szövetsége, Fidesz).
Deputato al Parlamento ungherese dal 1990.
Primo Ministro dal 1998 al 2002: durante il suo Governo viene ratificata l’adesione dell’Ungheria alla NATO nel 1999.
Vicepresidente del Partito Popolare Europeo e dell’Internazionale Democratica di Centro dal 2000.
Insignito di numerosi riconoscimenti, tra i quali la Gran Croce al Valore della Nazione Francese (2001).
Si occupa attivamente di sport: nel 2007 ha dato vita alla Fondazione Ferenc Puskás per le giovani leve del calcio

MINISTRO DEGLI ESTERI:

János Martonyi - Ministro degli Affari Esteri
Nato a Kolozsvár (Cluj Napoca, Romania) nel 1944, coniugato, due figli. Laureato in giurisprudenza a Szeged nel 1967, lavora come avvocato e segue corsi di specializzazione a Londra e all’Aia.
Consegue i diplomi di lingua di livello superiore per l’inglese, il francese, il tedesco e il russo.
Fino al 1979 lavora come consulente legale della società statale Masped-Mafracht.
Dal 1979 al 1984 ricopre l’incarico di Addetto Commerciale presso la Rappresentanza Commerciale Ungherese a Bruxelles.
Dal 1985 è Direttore Generale presso il Ministero del Commercio.
Nel 1989, anno della svolta, è Vicepresidente del Consiglio e poi incaricato governativo per la privatizzazione del governo Németh.
Lavora quindi al Ministero del Commercio Estero e dal 1991 al 1994 al Ministero degli Esteri.
Dal 1994 al 1998 lavora nuovamente come avvocato, presso lo studio  internazionale Baker & McKenzie.
Dal 1998 al 2002 è Ministro degli Esteri del Governo Orbán.
Nel 2003 aderisce alla Fidesz.
Docente universitario e avvocato fino all’attuale nomina a Ministro degli Esteri.


POLITICA ESTERA

A partire dai primi anni Novanta, la politica estera ungherese si è caratterizzata per la decisa scelta filo-occidentale. Gli obiettivi fondamentali della diplomazia magiara sono stati tre: integrazione euro-atlantica; intensificazione delle relazioni di buon vicinato e sostegno delle minoranze ungheresi che vivono fuori confine. La combinazione di questi elementi ha caratterizzato la gestione politica di tutti i governi, indipendentemente dall’affiliazione politica degli stessi.
L’attuale Governo Orbán, insediatosi il 31 maggio 2010, ha tracciato un programma di politica estera che prevede innanzitutto una collaborazione privilegiata con la Polonia, anche in vista dei due semestri consecutivi (ungherese e poi polacco) di presidenza dell’Unione Europea nel 2011; inoltre, l’Ungheria intende allargare l’Accordo del Gruppo di Visegrad (sottoscritto nel 1990 tra Polonia, Ungheria e Repubblica Cecoslovacca – oggi distinte in Repubblica Ceca e Slovacchia – e conosciuto come V4) ai Paesi dell’Europa centro-meridionale e, in ambito europeo, promuovere l’area del Centro Europa con investimenti economici e infrastrutturali. Un peso più marcato ha assunto, nella strategia del Governo Orbán, il problema delle minoranze ungheresi nei Paesi confinanti: la legge di estensione del diritto di riconoscimento della cittadinanza ungherese ai componenti delle minoranze, approvata dal Parlamento appena costituitosi, ha già segnato un primo passo in questa direzione, non senza sollevare difficoltà nei rapporti bilaterali, in particolare con la Slovacchia. Rimane comunque tra gli intenti del Governo quello di sviluppare i rapporti di buon vicinato con i Paesi confinanti e, in particolare, di sostenere il cammino euro-atlantico della regione dei Balcani Occidentali. Rimane altresì un punto fermo di riferimento il duplice rapporto con l’Unione Europea e la NATO; l’Ungheria intende inoltre rafforzare la cooperazione con gli Stati Uniti e instaurare un legame trasparente e diretto con la Russia, senza mediatori esterni.
Sul piano delle Organizzazioni regionali, l’Ungheria collabora attivamente nell’INCE e nella Quadrilaterale, nonché con il Consiglio d’Europa e l’OCSE.


RAPPORTI CON L’UE

L’Ungheria è Paese membro dell'Unione Europea dal 1° maggio 2004. L'elettorato ungherese si è pronunciato a favore dell'adesione all'UE in occasione del referendum del 12 aprile 2003 con l’83% dei voti, seppur con un tasso di partecipazione del 46%. Minore è stata l’affluenza alle elezioni europee del giugno 2004, dove, al termine di una campagna elettorale surriscaldata da reciproche accuse degli schieramenti, si è recato alle urne solo il 38,5% dell’elettorato.
L’Ungheria, che già era stato il secondo Paese (dopo la Lituania) a ratificare il Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, è stato il primo membro a ratificare il Trattato di Lisbona e delusione è stata espressa per l’esito del referendum irlandese. Grande enfasi è stata posta sul semestre di Presidenza (gennaio-giugno 2011), il primo nella storia del Paese, che ha collaborato in merito con Spagna e Belgio nell’innovativa formula del Trio.
Il programma del semestre, che ha avuto come motto “un’Europa forte”, si e' concentrato su temi quali la governance economica, le politiche di coesione, agricola e dell’energia, l’allargamento della UE (con particolare attenzione alla Croazia), la Strategia 2020 per il rilancio dell’occupazione, e quelle macroregionali (con particolare riferimento a quella del Danubio che rappresenta, per evidenti ragioni storico-geografiche, un particolare valore per il Paese) e di inclusione sociale, segnatamente dei Rom.
L’Ungheria aderisce al Gruppo di Tallin, gruppo informale di Paesi Membri favorevoli all’allargamento dell’Unione.
Circa il Partenariato Orientale, l’Ungheria riconosce l’importanza attribuitagli dalla Presidenza Ceca, calibrando le necessità sulle peculiarità dei singoli Paesi.
Come Commissario europeo Budapest ha designato l’economista László Andor - membro del Direttivo della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, al quale è stato assegnato il portafoglio Occupazione, Affari Sociali ed Inclusione.